Pentàgora

Premio 2015, verbale premiazione

PREMIO LETTERARIO PAROLE DI TERRA

A Savignone (GE), il 16 gennaio 2015, ore 16:30/18:00 si è svolta la manifestazione di premiazione del Premio:
dopo avere sommato i voti assegnati dalla commissione selezionatrice con quelli assegnati dalla commissione giudicatrice, si è pervenuti al seguente risultato conclusivo.

per la sezione SAGGISTICA

1. Giuseppina Pieragostini, Il vanto e la gallanza, inedito. Punteggio finale: 17, 75 (9,15 + 8,60)
Un efficace affresco a più voci della società rurale, privo di retorica, antropologicamente rigoroso. Il mondo contadino rivive nella sua autenticità, nella durezza del vivere quotidiano, nelle emozioni forti e represse, nell’incisività del dialetto, dove le parole sono impastate di terra al pari di chi le pronuncia.
2. Sergio Cabras, Terra e futuro, ed. Eurilink. Punteggio finale: 17,38 (8,80 + 8,58)
Un libro sul modello di sviluppo pervertito dalle multinazionali e dalla finanza internazionale, sulla salvaguardia della biodiversità, sul diritto alla salute garantito dalla qualità dell’ambiente e del cibo, e, al centro, sull’agricoltura contadina riletta attraverso la critica alle restrizioni normative e una disamina di serie proposte di tutela e liberazione.
3. Elisa Tomat, Nativa dei prati, ed. Maestri di Giardino. Punteggio finale: 16,10 (8,10 + 8,00)
Eccellente compagno per chi abbia un giardino e il desiderio di ricondurlo a prato fiorito, il libro è particolarmente ricco di spunti tecnici e di riflessione e si distingue tanto per la passione narrativa quanto per il competente rigore argomentativo.

per la sezione NARRATIVA

1. Chiara Ferraris, Il giorno dei grilli verdi, inedito. Punteggio finale: 18,17 (9,30 + 8,87)
Storia familiare. Vicenda di abbandoni, ritorni, promesse. L’amore è presente in maniera imperiosa e quasi sembra un burattinaio capriccioso che guida i personaggi. Scrittura colta e ben praticata, mai inattesa eppure non banale. La terra è luogo di appartenenza e identità. Sono protagoniste le donne, le loro scelte, la loro forza, il loro sacrificio.
2. Doris Femminis, Chiara cantante e altre capraie, inedito. Punteggio finale: 17,90 (9,00 + 8,90)
Potente affresco. Cavalcata genealogica fra il freddo e la neve delle montagne. Presenze ineluttabili: il lavoro, la fatica, la morte. Le capre partoriscono come partoriscono le donne: tra sangue e dolore. La storia è narrata con linguaggio adeguato, non privo di ricercatezze.  
3. Lou Palanca, Ti ho vista che ridevi, ed. Rubbettino. Punteggio finale: 16,83 (8,50 + 8,33)
Libro nel quale la storiografia deroga in narrativa. Al centro l’emigrazione delle donne dalla Calabria verso i contadini langaroli sullo sfondo di alcune vicende che hanno caratterizzato la storia nazionale più recente: la Resistenza, lo svuotamento delle campagne, fino all’Alta velocità. Nel racconto composito, si sovrappongono molteplici mani e registri narrativi.

Hanno ricevuto una menzione speciale:

Elisabetta Castellani, Voglia di raccontarmi
per la scrittura appassionata e lo stile affettuoso

Marcello Villa, L’asino dell’Amiata
per lo studio accurato che compendia oltre 40 anni di esperienza professionale

Ass. Culturale Elicriso, All’ombra del Pratomagno
per l’attenzione partecipe alla tradizione locale e alla narratologia popolare

Lidia Tusa, A tradimento
per la forza del ritmo narrativo e l’ambientazione originale

Otto Worgl, Sem terra
per l’inconfondibile e sorprendente stile affabulatorio